Sulcis, in italia arriva il primo biodistretto basato sulle agroenergie

16 Jun
E’ stato ufficializzato l’accordo per l’avvio del progetto Renovo Bioenergy con l’apertura del cantiere per la realizzazione della centrale termoelettrica alimentata a biomassa vegetale a Iglesias, nell’area del Sulcis, ex Rockwool.
Si tratta del primo passo per l’insediamento nell’area ex Rockwool del primo bio distretto in Italia nato grazie alla partnership tra Renovo e la Cooperativa San Lorenzo, un’iniziativa già premiata al concorso di idee “99 Ideas per il Sulcis”. Il progetto prevede la riconversione produttiva del sito dismesso nel 2009 da Rockwool Italia, con la realizzazione di una centrale cogenerativa(energia elettrica e termica) della potenza di 1 MWe e 4 Mwt che sarà alimentata da biomassa vergine a filiera corta, proveniente dalla manutenzione dei boschi del Sulcis Iglesiente e da scarti e sottoprodotti dell’agricoltura e della filiera agroindustriale del territorio.
L’energia prodotta dalla centrale andrà ad alimentare l’impianto per la produzione di materiali isolanti in fibra di legno per bioedilizia – anch’essi ottenuti dalla lavorazione di legname vergine raccolto attraverso la manutenzione boschiva – che entrerà in attività in un’altra porzione del sito.
Il progetto porterà a una corretta manutenzione delle aree boschive, alla gestione di terreni marginali e alla valorizzazione degli scarti agricoli, senza trascurare la riconversione del sito industriale dismesso.
L’iniziativa sarà avviata e sostenuta mediante un progetto di finanza etica grazie alla presenza di REAM SGR, società interamente partecipata da fondazioni bancarie piemontesi, che ha strutturato e gestisce il Fondo immobiliare multicomparto Green Star, primo fondo etico in Italia a investire in progetti di sviluppo sostenibile orientati alla valorizzazione dei terreni agricoli e forestali sottoutilizzati o abbandonati, attraverso la produzione di energia elettrica e termica da biomasse vergini con centrali cogenerative di piccola taglia.

Parte il piano di consultazione pubblica per l’efficienza energetica

9 Jun
C’è pochissimo tempo a disposizione per gli operatori che devono inviare i propri commenti al Piano Nazionale per l’Efficienza Energetica 2014 predisposta dall’ENEA: la consultazione è stata  aperta il 5 giugno e si chiuderà il prossimo 15 giugno.
Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato on line la proposta di Piano Nazionale per l’Efficienza Energetica 2014. Il documento riporta “gli obiettivi di efficienza energetica fissati dall’Italia al 2020 e le misure di policy previste per il raggiungimento del target, coerentemente con le disposizioni dello schema di decreto di recepimento della direttiva 2012/27/Ue, attualmente all’esame delle competenti Commissioni Parlamentari”.Gli operatori interessati possono inviare all’ENEA i propri commenti al Piano, all’indirizzo di posta elettronica Paee2014@enea.it, ricordando che la consultazione pubblica si chiuderà il 15 giugno 2014.
Ma ricordiamo gli obiettivi, i
n linea con quanto predisposto dallo schema di decreto legislativo, il programma di promozione dell’efficienza energetica al 2020 si propone di:
• risparmiare 15,5 Mtep di energia finale annui (20 Mtep di energia primaria), raggiungendo al 2020 un livello di consumi circa il 24% inferiore rispetto allo scenario di riferimento europeo, basato su un’evoluzione “inerziale” del sistema (Modello Primes 2008); • evitare l’emissione di circa 55 milioni di tonnellate di CO2 l’anno;• risparmiare circa 8 miliardi di euro l’anno di importazioni di combustibili fossili.
In termini più generali, l’Enea ha stimato che, “a fronte di un obiettivo minimo di risparmio di 25,58 Mtep di energia finale, i meccanismi proposti conducono ad un risparmio cumulato di 25,83 Mtep, di cui circa il 62% ottenuto con il regime d’obbligo dei certificati bianchi. Per mezzo dei risultati annuali forniti dai collaudati strumenti di monitoraggio previsti nei tre strumenti, sarà possibile agire tempestivamente qualora si rilevasse una progressione dei risparmi insufficiente al raggiungimento degli obiettivi”.
È da precisare che in questa “valutazione dei risparmi non sono stati considerati gli effetti derivanti dall’applicazione delle normative previste dalle direttive comunitarie (EPBD e Ecodesign) e dalle misure che saranno introdotte a seguito del recepimento della stessa direttiva 2012/27/UE. Inoltre, non e stato conteggiato il contributo delle misure di policy per l’efficienza energetica promosse a livello territoriale finanziate anche attraverso i fondi strutturali”.

Il Bonus per mobili ed elettrodomestici, sarà indipendente dalle spese di ristrutturazione

4 Jun

ImageI bonus per  mobili ed elettrodomestici tornano ad essere indipendenti dalle spese di ristrutturazione.
Lo stabilisce l’articolo 7, comma 2-ter, della la Legge 80/2014 di conversione del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47 “Misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015.
Questa disposizione, in vigore dal 27 maggio 2014, dovrebbe mettere la parola fine ad una vicenda che si trascina fin da quando lo scorso anno, il Dl 4 giugno 2013 n. 63, convertito nella Legge 90/2013, aveva inserito tra le spese detraibili al 50%anche quelle sostenute (su un ammontare complessivo non superiore a 10mila euro) per “l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione”.
Un groviglio burocratico che ora sembra finalmente districarsi con la definitiva entrata in vigore della Legge 80/2014 che ricordiamo, consente a tutti coloro che effettuano lavori di ristrutturazione di beneficiare di un bonus fiscale per mobili ed elettrodomestici slegato dalle spese sostenute per i lavori, fermo restando l’ammontare massimo di 10mila euro.
Ma attenzione si tratta di un importo che non rappresenta il limite massimo detraibile, bensì l’ammontare massimo di spesa sul quale va calcolata la detrazione del 50% per mobili ed elettrodomestici (che quindi risulta pari ad un massimo di 5mila euro).
Ricordiamo infine che recentemente l’Agenzia delle Entrate, con Circolare n. 11/Edel 21 maggio 2014 (vedi Riferimenti), ha fornito importanti chiarimenti in merito a diversi aspetti del bonus fiscale.

L’OFFSHORE IN UK HA UNA MARCIA IN PIU’

30 Jan

images (7)La nuova spinta all’eolico offshore in Uk è sostenuta dall’approvazione il fondo da 450 mln per la costruzione del progetto Able Marine Energy Park, nel North Killingholme. In questione c’è  la realizzazione del nuovo parco marino Humber. 450 milioni di sterline, ha specificato il Segretario ai Trasporti Patrick McLoughlin “vengono concessi per l’autorizzazione alla realizzazione dell’Able Marine Energy Park (AMEP) nel North Killingholme, perché sono certo di fornire al settore un ulteriore sostegno”. L’espansione offshore abbiamo sempre detto essere un tassello importante in Europa e soprattutto in Gran Bretagna, Peter Stephenson, fondatore e presidente del progetto, che ha sottolineato il valore strategico dell’investimento aggiungendo che i lavori per la costruzione della banchina di supporto dovrebbero iniziare a breve e metterla a disposizione già alla fine del 2016 e dice “Il progetto Humber è idealmente collocato in prossimità di grandi siti adatti ad ospitare parchi eolici off-shore e, insieme con i punti di forza intrinseci delle popolazioni e delle imprese locali, saremo in grado di offrire il miglior pacchetto per garantire l’espansione del settore eolico off-shore”. Il progetto risulta utile anche alla comunità visto che prevede 4000 nuovi posti di lavoro aiutando a catalizzare nella regione in questione investimenti riservati al settore delle energie rinnovabili, sostenibile e pulite.

L’EOLICO ITALIANO HA BISOGNO DI INVESTIMENTI

30 Jan

?????????????L’eolico italiano, secondo coloro che appartengono alla categoria e alle associazioni non gode di un buono stato di salute e per quanto riguarda il futuro c’è poco da sperare. Ma per fortuna non tutti la pensano così e, anche se il sistema di incentivazione approvato lo scorso anno non fa ben sperare, alcuni continuano ad affermare che in realtà l’unica cosa importante e che conta sono gli investimenti. Il nuovo regime d’incentivazione ha riportato il mercato in un’ottica industriale di lungo periodo, favorendo la creazione di partnership e l’ottimizzazione di progetti. Ad approfittare di questo per incrementare il suo ottimismo è uno dei big mondiali dell’energia del vento, che vede buone possibilità per il settore nel suo complesso, ossia Alessandro Mancino, Head of Wind Power Division South West Europe di Siemens Energy. Da qualche intervista rilasciata negli ultimi tempi,  si può  leggere che esistono diverse regioni molto promettenti in Italia e al Sud in particolare, come la Basilicata. La maggior parte dei siti italiani presenta ormai una ventosità medio-bassa, con la conseguente necessità di turbine efficienti che riescano a sfruttare al massimo l’energia del sito e che abbiano il minore impatto possibile in termini acustici e che siano le più affidabili possibili.

VERTIGINI DA EOLICO: IN TIBET PALE A QUASI 5000 METRI DI ALTEZZA

30 Jan

 download (5)Il Tibet, uno degli ultimi paesi a istallare un impianto eolico, lo fa alla grande e avvia le prime 5 pale dell’impianto eolico più alto del mondo a 4.900 metri di altitudine nella prefettura di Naqu. La potenza prevista è di un totale di 49.5 MW e questo nuovo impianto contribuirà ad aumentare la percentuale di energia ottenuta da fonte eolica lasciando al vento le prime 5 pale di un totale di 28 rotori. Alla fine della realizzazione i risultati saranno davvero sbalorditivi con la fornitura di energia per 13.500 abitazioni situate nella zona adiacente. Soddisfatto e fiducioso portavoce del dipartimento dell‘Energia del Tibet, che ha voluto sottolineare anche l’attenzione ambientale che si presterà durante la realizzazione degli impianti e la loro manutenzione.

La notizia colpisce tutti e fa parlare tutti gli esperti che la reputano una grande mossa da parte dei costruttori. In particolare stiamo parlando della compagnia cinese Longyuan Power che ha deciso di situare l’impianto a quell’altezza per sfruttare la posizione di prestigio, in grado di sfruttare a pieno la potenza del vento di quota e di sfidare le basse temperature. L’altura permetterà, visto anche l’irradiamento particolarmente potente della zona, di sviluppare l’altra fondamentale fonte di energia alternativa: il fotovoltaico.

LA TURCHIA CONTINUA A PUNTARE SULL’EOLICO

30 Jan

download (4)L’azienda turca Güriş Group prosegue la sua collaborazione con Siemens e pensa di aprire in Turchia tre nuovi parchi eolici che alla fine potranno soddisfare i bisogni energetici di 250.000 famiglie turche risparmiando circa 290.000 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno. Investimento reputato fruttuoso e interessante, soprattutto per le potenzialità delle fonti energetiche eoliche. Investire in Turchia, oggi, è davvero una mossa intelligente e strategica vista l’espansione economica, l’aumento del reddito pro capite, le tendenze demografiche positive e il rapido ritmo di urbanizzazione che esistono nella terra di Istanbul e che sono i principali fattori della richiesta di energia. In più si prevede che la richiesta di energia aumenterà intorno al 7 per cento ogni anno fino al 2023. E in particolare l’aumento della quota delle energie rinnovabili per quella data è stimata intorno al 30 percento.

La messa in funzione dei parchi eolici costruiti con le turbine firmate Siemens, è prevista per prevista per la fine del 2014 e l’estate del 2015 e ad inizio lavori Siemens consegnerà 53 turbine eoliche equipaggiate con l’innovativa tecnologia direct drive per gli impianti eolici onshore di Muğla, Edirne-Tekirdağ e Kirklareli che potranno contare su una capacità complessiva di 165 MW. Il parco eolico Fatma di Muğla sarà in grado di generare 77 MW di energia con l’impiego di 25 turbine eoliche. gearless. L’impianto Zeliha, costruito a Kirklareli, e il parco eolico Kanije situato a Edirne-Tekirdağ avranno una potenza complessiva di 88 MW generata da 28 turbine eoliche direct drive.

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